Orrore Organico come Linguaggio Emotivo
Quando penso a Suspiria, uno degli elementi che mi rimane più impresso è il suo orrore organico—la sensazione che corpi, ambienti e forze invisibili siano collegati da qualcosa di vivo e viscerale. L’uso del film di texture sinewose, colore pulsante e metafore corporee crea l’idea che la trasformazione avvenga dall’interno verso l’esterno. Nelle mie opere, traduco quella intensità emotiva in forme botaniche intrecciate che possiedono una loro vita interna. Invece di rappresentare orrore corporeo letterale, lascio che radici, vene e petali suggeriscano cambiamento sotto la superficie, silenzioso ma potente.

Radici come Narrazioni Nascoste
Le radici mi affascinano da sempre perché agiscono in segreto. Suspiria insinua spesso la presenza di strutture nascoste che controllano ciò che è visibile, e le radici rispecchiano perfettamente questa idea. Nei miei lavori, le radici si arricciano e si stringono come fili subconsciali, contenendo storie emotive che si percepiscono ma non si decodificano completamente. Il loro movimento implica connessione, memoria e intreccio. Chi osserva sente che qualcosa di importante sta avvenendo nel sottosuolo—non sinistro, ma carico di potenziale. Questo riecheggia la tensione del film tra bellezza e minaccia, dove l’invisibile diventa la fonte della trasformazione.
Vene come Linee Vitali e Avvertimenti
Le strutture venose nelle mie botaniche hanno un doppio significato. Assomigliano a reti delicate che sostengono la crescita, ma richiamano anche vulnerabilità ed esposizione. In Suspiria, i colori scorrono come flusso sanguigno, segnalando cambiamenti emotivi. Utilizzo una logica simile lasciando che le vene brillino o si scuriscano, fungendo da indicatori visivi di stati interiori. Una vena luminosa può suggerire risveglio o intuizione, mentre una ombreggiata allude a pesantezza emotiva. Questo gioco diventa un sistema simbolico in cui l’opera sembra avere un proprio battito.

Trasformazione Floreale e Logica da Fiaba Oscura
L’atmosfera da fiaba oscura di Suspiria risuona profondamente con il modo in cui tratto la trasformazione nei miei lavori. Fiori che si aprono in forme impreviste o petali che si affilano in bordi simili a denti incarnano quel passaggio inquietante da bellezza a stranezza. Le fiabe utilizzano spesso la metamorfosi per rivelare verità, e io affronto la trasformazione floreale nello stesso modo. Un fiore che si contorce invita alla riflessione: quale cambiamento emotivo sta emergendo? La logica è intuitiva, non letterale, permettendo all’opera di sentirsi magica e psicologicamente radicata.
Botaniche Intrecciate come Corpi Emotivi
Nel mio linguaggio visivo, le forme botaniche funzionano quasi come corpi. Le loro curve evocano movimento, tensione e sensazione. Un fusto che si allunga verso l’alto può trasmettere desiderio, mentre una vite spiralata suggerisce introspezione o costrizione. La coreografia e i movimenti fluidi della macchina da presa in Suspiria ispirano questa sensazione corporea. Le piante sembrano respirare, allungarsi o ritrarsi, incarnando risposte emotive senza figura umana. Questo permette a chi osserva di proiettare le proprie emozioni sulle forme, creando risonanza personale.

Texture come Atmosfera Viscera
Le superfici tattili di Suspiria—la grana della pellicola, le luci sature, l’umidità implicita—guidano il mio modo di costruire texture. Foschia soffusa e grana creano atmosfera viscerale, come se l’opera contenesse umidità e respiro. La texture rende le botaniche vive, quasi tangibili. Evoca la sensazione di trovarsi vicino a qualcosa di organico e leggermente inquietante. Questa qualità tattile sposta l’opera dal semplice visivo al quasi fisico, intensificando il coinvolgimento emotivo.
Folklore e Magia Botanica
Molte tradizioni popolari attribuiscono alle piante ruoli di protettrici, guaritrici o portatrici di maledizioni. Suspiria attinge a correnti mitiche simili, dove gli ambienti possiedono potere simbolico. Quando inserisco petali specchiati, curve spinose o semi luminosi, richiamo folklore slavo e mediterraneo in cui le botaniche fungono da intermediari magici. Queste forme diventano talismaniche, offrendo vulnerabilità e protezione insieme. Rafforzano l’idea che la trasformazione sia rituale, radicata in sistemi simbolici antichi.

Perché l’Orrore Botanico Risuona
Continuo a esplorare l’orrore botanico perché permette all’oscurità di sentirsi organica anziché violenta. La tensione nasce da crescita, mutazione ed evoluzione emotiva. Chi osserva riconosce se stesso in queste forme in trasformazione, percependo i propri cicli interiori riflessi attraverso viti intrecciate e semi luminosi. Sulla parete, l’opera diventa presenza viva, capace di sostenere trasformazione silenziosa e la misteriosa bellezza del cambiamento.