Perché i nuovi inizi hanno bisogno di simboli visibili
I simboli dei nuovi inizi compaiono nelle culture e nelle tradizioni antiche perché il cambiamento è difficile da percepire nel momento stesso in cui comincia. Una nuova vita, stagione, identità o direzione spirituale può esistere inizialmente come possibilità anziché come fatto, perciò le persone le attribuiscono una forma visibile: un seme, un uovo, una porta, una fiamma, una luna crescente o la prima luce dell’alba. Queste immagini non hanno tutte lo stesso significato e ciascuna appartiene a uno specifico contesto storico e culturale. Ciò che condividono è un modo di rendere tangibile la transizione. Nel mio lavoro, recipienti, crescite botaniche, occhi ripetuti, aureole e figure speculari trattengono spesso questo momento instabile tra ciò che è finito e ciò che non è ancora pienamente arrivato.

Semi e architettura nascosta del rinnovamento
I semi sono tra i simboli più duraturi dei nuovi inizi perché contengono un intero futuro in una forma che appare piccola, silenziosa e incompleta. Le società agricole comprendevano il rinnovamento attraverso i cicli della semina, della dormienza e dell’emersione, mentre le tradizioni religiose e filosofiche usavano spesso il seme per descrivere fede, rinascita, discendenza o trasformazione. Il simbolo è potente perché l’inizio non appare trionfale: appare sepolto. Nella mia pratica, le forme botaniche crescono spesso da tazze, ciotole o forme chiuse, suggerendo che la creazione cominci dentro uno spazio protetto. Radici, steli e petali diventano la prova visibile di un processo interiore.
Uova, gusci e soglia della vita
In molte mitologie, l’uovo rappresenta la creazione, l’origine cosmica e il fragile confine tra potenzialità e vita incarnata. Cosmologie antiche di regioni differenti immaginavano il mondo emergere da un uovo primordiale, ma queste storie devono essere comprese all’interno delle rispettive tradizioni e non come versioni intercambiabili di un unico mito universale. Visivamente, l’uovo è affascinante perché è insieme contenitore e barriera. Qualcosa di nuovo esiste al suo interno, ma l’arrivo richiede una rottura. Questa tensione appare nel mio uso di recipienti e forme arrotondate, che possono ricordare gusci protettivi, teste, semi o mondi chiusi. Un inizio diventa un atto di emersione, ma anche una separazione irreversibile dall’involucro.

Alba, luce solare e ritorno del tempo
L’alba è un simbolo dei nuovi inizi perché trasforma l’oscurità attraverso un’illuminazione graduale, non mediante una cancellazione improvvisa. Nelle religioni antiche, l’immaginario solare indicava spesso rinnovamento, ordine divino, ritorno stagionale e restaurazione della vita. Il sole nascente misura però anche il tempo, ricordandoci che ogni inizio appartiene a un ciclo e contiene già la possibilità della fine. Aureole, anelli luminosi e linee radianti nella mia opera attingono a questo doppio significato. Possono suggerire risveglio o attenzione sacra, mentre la loro struttura circolare implica ripetizione. L’alba è piena di speranza non perché l’oscurità scompaia per sempre, ma perché la luce diventa nuovamente possibile.
Porte, cancelli e passaggio rituale
Porte e cancelli simboleggiano i nuovi inizi dando alla transizione una forma architettonica. Riti di iniziazione, matrimoni, funerali, pellegrinaggi e cerimonie stagionali comportano spesso l’attraversamento di una soglia e il passaggio da uno stato sociale o spirituale a un altro. La soglia non appartiene né al vecchio mondo né al nuovo: è una zona instabile nella quale l’identità può essere rinominata. Nelle mie composizioni, figure accoppiate, volti speculari e bordi simmetrici creano spesso passaggi simili. Due forme possono stare come guardiani attorno a un occhio, a un recipiente o a un’apertura centrale. Chi osserva è invitato a immaginare di entrare nell’immagine, dove la trasformazione richiede di lasciare una posizione senza conoscere ancora la successiva.

Acqua, lavaggio e rinnovamento dell’identità
In molte tradizioni, l’acqua appare come simbolo di purificazione, rinascita e identità rinnovata. Fiumi, sorgenti, pioggia e lavaggi rituali possono segnare la rimozione di una condizione precedente e la preparazione a una nuova. Queste pratiche differiscono profondamente nei loro significati e devono restare legate ai rispettivi contesti religiosi e culturali. Visivamente mi interessa la capacità dell’acqua di non conservare una forma fissa. Assume la forma del contenitore, riflette un volto e poi ne disturba l’immagine. I miei recipienti e occhi doppi suggeriscono spesso questo stato fluido, nel quale l’identità non viene distrutta, ma allentata abbastanza da potersi formare di nuovo.
Simboli dei nuovi inizi nella mia pratica artistica
Quando lavoro con i simboli dei nuovi inizi, sono attratta meno dall’ottimismo ordinato di un nuovo principio che dall’incertezza del divenire. Un seme può non aprirsi, una porta può condurre in un luogo sconosciuto e una nuova identità può continuare a portare la memoria di quella precedente. Gli occhi ripetuti suggeriscono una consapevolezza che ritorna in forma alterata, mentre i volti doppi possono mostrare un sé che incontra la propria versione futura o passata. Le aureole creano campi di attenzione attorno al cambiamento e le forme botaniche fanno apparire la trasformazione organica, eccessiva e viva. I simboli dei nuovi inizi nelle culture e nelle tradizioni antiche restano potenti perché mostrano che il rinnovamento non è vuoto: è il momento in cui il materiale ereditato comincia ad assumere un’altra forma.