Dove L’Immagine Smette Di Appartenere Alla Realtà
Quando penso ai disegni ultraterreni come porte visive verso mondi immaginati, non immagino paesaggi lontani o realtà completamente separate. Penso a uno spostamento—qualcosa di sottile, quasi impercettibile, in cui l’immagine smette di appartenere del tutto al mondo visibile. I disegni ultraterreni non hanno bisogno di portarci altrove. Cambiano il modo in cui percepiamo ciò che è già presente.

È qui che nasce la sensazione dell’ultraterreno. Non nella distanza, ma nello slittamento.
Il Folklore Come Livello Parallelo Della Realtà
In molte tradizioni slave e baltiche, il confine tra i mondi non era mai netto. Foreste, fiumi e soglie erano considerati punti di passaggio piuttosto che separazioni. Spiriti, figure ibride e presenze invisibili esistevano accanto alla vita quotidiana, non al di fuori di essa.
I disegni ultraterreni come porte visive verso mondi immaginati seguono la stessa logica. Non costruiscono ambienti completamente nuovi. Rivelano livelli nascosti all’interno di strutture familiari. L’immagine diventa un punto di transizione più che una destinazione.
La Figura Come Soglia
Nei miei disegni, la figura funziona spesso come una soglia invece che come una forma stabile. I volti possono dissolversi in strutture botaniche, i corpi fondersi con gli elementi circostanti, le identità restare indefinite. Questa instabilità non è casuale. Riflette uno stato intermedio, tra definizioni.

I disegni ultraterreni non presentano la figura come completa. Le permettono di esistere in trasformazione, sospesa tra stati diversi. È qui che emerge la sensazione di entrare in un altro mondo—non attraverso il movimento, ma attraverso il cambiamento.
Le Forme Botaniche Come Strutture Di Transizione
Gli elementi botanici hanno un ruolo centrale nella costruzione di queste immagini. Radici, steli e petali creano reti che collegano diverse parti della composizione. In molti sistemi simbolici, le piante erano associate a cicli, rigenerazione e processi invisibili.
Nei disegni ultraterreni come porte visive verso mondi immaginati, le forme botaniche diventano strutture di transizione. Suggeriscono un passaggio tra stati—tra crescita e dissoluzione, visibilità e occultamento, superficie e profondità.
Il Colore Come Spostamento Atmosferico
Il colore contribuisce alla sensazione di ultraterreno non attraverso l’eccesso, ma attraverso lo scarto. Le tonalità possono risultare leggermente innaturali, le combinazioni sfuggire a un’associazione diretta con la realtà. Rossi profondi, verdi attenuati e ombre stratificate creano atmosfere familiari ma alterate.

Storicamente, utilizzi simili del colore compaiono nella pittura simbolica e religiosa, dove il colore separava il sacro dall’ordinario. Lavoro con questa idea, lasciando che il colore generi uno spostamento all’interno dell’immagine stessa.
La Distorsione E La Sospensione Della Logica
La distorsione è essenziale per creare la sensazione di attraversare uno spazio diverso. Le forme si allungano, si sovrappongono o perdono confini chiari. Questo interrompe la logica con cui normalmente leggiamo le immagini.
I disegni ultraterreni come porte visive verso mondi immaginati si basano su questa sospensione. Quando la struttura attesa si rompe, la percezione si adatta. Lo sguardo smette di cercare riconoscimento e inizia a orientarsi in qualcosa di non familiare.
Un Mondo Che Esiste Accanto Al Nostro
Per me, i disegni ultraterreni non creano fuga. Rivelano coesistenza. Il mondo immaginato non è separato—esiste accanto a quello visibile, sovrapponendosi ad esso in modi non sempre immediatamente evidenti.
È per questo che queste immagini funzionano come porte. Non perché conducano altrove, ma perché aprono qualcosa che era già presente.